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Cuccioli in Musica da Gennaio

Cuccioli in musica propone un percorso di canti, suoni e giochi musicali dedicato ai piccolissimi (0-3 anni) e a chi si cura di loro. Un momento di coccole musicali, nel quale ai bambini non sarà chiesto di “fare”, ma di sentire e di essere, nel rispetto dei tempi, delle attitudini e dell’unicità di ciascuno.

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Portare il bebè

Il primo bisogno del bambino è quello di sentirsi rassicurato, protetto e contenuto. Il neonato si ritrova nell’ambiente a lui più familiare, conosciuto: c’è lo stesso odore, lo stesso battito che conosce già, perfino i germi e batteri che si trovano sul corpo della madre gli sono “familiari”, in termini di capacità difensive.

La fascia portabebè offre numerosi vantaggi per la mamma e per il suo bimbo. Consente un largo utilizzo, si adatta bene sia al neonato che al bimbo di due anni. Con le diverse tecniche di fasciatura si ottengono tantissime posizioni.

Perché utilizzare la fascia?

 Per Praticità: conferisce una sensazione di comodità a chi porta, il tessuto non taglia sulle spalle e il peso del bambino si distribuisce bene sul corpo. È un valido aiuto nei mezzi pubblici di trasporto in città, dato che le mani sono libere, non c’è l’ingombro del passeggino e il bimbo viene alzato dall’altezza degli scarichi degli autoveicoli. Portando il bambino sul ventre, sul fianco o sulle spalle si può passeggiare tra la folla senza essere ingombranti. Diventano più semplici anche le attività della vita quotidiana come fare la spesa, girare nei negozi o visitare musei.fasciaportabebe2

Può capitare di dover indossare la fascia anche in casa. Tutti i bambini possono avere delle giornate in cui sono più sensibili ed esigono le braccia della mamma. (per esempio: il periodo della dentizione, malesseri vari, dopo un prolungato allontanamento della mamma ecc.). indossando il bambino con la fascia, la mamma può continuare le faccende domestiche o stare dietro agli altri figli.

 Vantaggi psico-fisici: Lo stretto contatto ha dei vantaggi innegabili sia per la mamma che per il bebé. Viene facilitata la comunicazione tra genitore e bimbo, la mamma capisce meglio e risponde subito ai bisogni del neonato. Favorisce la produzione degli ormoni della prolattina, le mamme diventano più tranquille e più pazienti. I bambini portati piangono meno e si tranquillizzano più facilmente. I neonati si adattano meglio al mondo esterno: tenuti addosso alla madre possono assumere la stessa posizione che avevano nell’utero e continuano a sentire gli stessi battiti del cuore, l’odore. Il distacco dalla mamma diventa più graduale. Il calore costante della madre aiuta la termoregolazione dei neonati. La giusta temperatura, la sicurezza e la tranquillità fanno si che si riducono i disturbi da coliche e avviene uno sviluppo intestinale corretto.

Sviluppo motorio

Il bimbo nella fascia sembra passivo, ma la realtà è diversa. Il suo corpo si muove insieme a quello della madre, ne percepisce ogni cambiamento. Continuano ad arrivare degli impulsi ai muscoli e ai sensi dell’equilibrio. Questo favorisce uno sviluppo armonico del movimento. Portare con la fascia è consigliato dagli ortopedici. Le posizioni seguono la crescita del bimbo ed è sempre quella più adatta alla sua età. Le posizioni a gambe divaricate aiutano lo sviluppo delle anche ( nelle culture africane la displasia non è conosciuta). Studi moderni hanno dimostrato che il movimento dondolante serve allo sviluppo cerebrale.

Nutrimento: Favorisce l’allattamento a richiesta.

 

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Comunicazione: il neonato nella fascia ha una distanza di 20-30 cm dal viso della madre che gli permette di osservarla, considerando che la loro vista è limitata nei primi mesi di vita. La fascia permette al bambino che cresce di osservare il mondo dall’altezza del genitore e di partecipare alle varie attività della famiglia, quindi la fascia è uno strumento eccezionale per sviluppare il senso sociale del bambino.

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Tutto ciò di cui il bambino ha bisogno…

Sotto l’albero ho avuto l’opportunità di trovare tanti bei libri. Uno di questi si chiama “Bebè a costo zero” di G.Cozza

La domanda dell’autrice è una domanda semplice, che si pone qualsiasi genitore, qualsiasi coppia in attesa di un piccolo… di che cosa avrà bisogno il mio bambino?

Pubblicità e riviste sembrano avere mille risposte… esistono oggetti “indispensabili”, cose “necessarie”,  accessori “irrinunciabili”… che ovviamente spesso coincidono con la merce più nuova e più costosa…

Approcciandomi a questo mercato non come genitore ma come professionista della salute, come ostetrica, guardo oggetti sugli scaffali di dubbia utilità, di scarsa praticità e assolutamente non necessari. E mi pongo la stessa domanda dell’autrice… di che cosa avrà bisogno un bambino?

Fortunatamente, in tempi di crisi, tutto ciò di cui hai bisogno un bambino non ha un costo, o perlomeno ha un costo non quantificabile in denaro; si tratta di 4 bisogni sostanziali:

contatto, contenimento, comunicazione, cibo. (E.Balsamo, pediatra)

La natura ha deciso che ci fosse un’unica risposta a ognuna di queste esigenze: la mamma.

 

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Contatto: il bisogno più immediato per qualsiasi neonato, ovunque nasca e cresca, è quella di contatto. A questo proposito vorrei ricordare che i neonati che vogliono stare sempre in braccio non fanno capricci e non sono neanche viziati. Semplicemente si comportano come la sua natura impone: l’istinto del cucciolo è quello di stare con la madre, e qualsiasi separazione diventa una situazione potenzialmente pericolosa. A questo pericolo lui risponde col pianto, l’unico linguaggio che conosce.

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Contenimento: i 9 mesi hanno segnato per il bambino un momento di totale simbiosi. Tutto il suo mondo era lì, poco oltre le pareti dell’utero, poco oltre il battito regolare della mamma, poco oltre il suono della sua voce ovattato dal limpido liquido amniotico. Con la nascita, tutto ad un tratto, in modo più o meno traumatico, il mondo del bambino cambia rapidamente e diventa enorme, luminoso, rumoroso e ruvido. Tutto è assolutamente nuovo e inizialmente neanche troppo piacevole. In quale altro luogo il bambino troverà rifugio e potrà rivivere e risentirsi nel suo mondo se non tra le braccia materne?

Comunicazione: l’udito si sviluppa nel neonato già nei primi mesi di gravidanza e già nella pancia le sue piccole orecchie ascoltano le parole amorevoli del papà e le dolci parole della mamma che risuonano dall’interno. La comunicazione è uno dei primi salvagente per il neonato, laddove la sua vista non è ancora sviluppata (ma vede in modo abbastanza nitido giusto a 20 cm, la distanza che intercorre tra lui e lo sguardo di mamma quando è al seno… sarà un caso?). Se parlate con il vostro bambino lui girerà la testa verso di voi… e saprà che siete lì. Anche lui ha la possibilità e spesso la necessità di comunicare con gli adulti, con pochi adulti, coloro che lo conoscono meglio; il neonato comunica con noi attraverso le piccole smorfie e, ahimè, il pianto, che perciò non deve essere ignorato ma accolto per poter conoscerne la causa e, quando possibile, rimuoverla.

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Cibo: l’alimento più adeguato per i primi anni di vita del bambino è il latte materno, che ha la capacità di cambiare durante la poppata e ad ogni poppata per raggiungere la composizione e il giusto dosaggio di tutti i nutrienti che il bambino necessita durante la crescita e addirittura durante il giorno. Il latte di mamma è l’alimento ideale, unico e specie-specifico: come la mucca e la pecora hanno il latte per il loro cucciolo, il bebè ha il latte adatto per il cucciolo d’uomo. Dopo i primi 6 mesi di vita del bambino, l’alimentazione viene complementata con il cibo di mamma e papà. Questo è quanto enuncia l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF.  Preparare il capezzolo per l’allattamento è come preparare i piedi per una camminata o il naso per respirare (C.Gonzales, pediatra). Sicuramente non c’è bisogno di trattare il capezzolo, ma in una società che non ha allattato per più di una generazione, in una società in cui impartisce consigli sull’allattamento anche il salumiere, quello che può fare la mamma durante la gravidanza è prendere informazioni e preparare la sua famiglia ad offrire sostegno nei primi giorni dell’allattamento, talvolta non facili.

Concludendo, non fatevi imbrogliare dalle liste nascita, dalle pubblicità e dalle riviste, che propongono spesso un accudimento del bambino a “basso contatto”. Il bambino ha bisogno di voi e molte delle cose che trovate in vendita sono dei sostituti a quello che voi potete offrire: contenitori di diverso tipo (box, carrozzine, passeggini, ovetti, seggioloni, sdraiette,…), tettarelle e biberon di varie tipologie, ciucci di diverse grandezze e materiali,

Datevi tempo di imparare a conoscere il vostro bambino, di capire di cosa avete veramente bisogno e di quale spesa occorre. Non vi sto dicendo di risparmiare sui vostri figli, semplicemente vi propongo di dare ascolto alle reali necessità del bambino anzichè ai messaggi del mercato… sceglietevi voi, con il vostro istinto, senza preoccuparvi di viziare il vostro bambino… e se potete, approfittate di negozi e mercatini dell’usato, o di scambi tra mamme… dopottutto dalle nostre scelte dipende il futuro dei nostri figli, e tutti non dobbiamo ignorare la responsabilità che abbiamo nei confronti delle risorse e della natura.

Non rendiamo il nostro bambino un piccolo consumatore, rendiamolo una persona amata…

Liberamente tratto da Bebè a Costo zero di G.Cozza

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Pannolini Usa e Getta… parliamone!

Lo sapevi che ogni bambino utilizza in 3 anni circa 4.500 pannolini che corrispondono a 20 alberi di grandi dimensioni?

Lo sapevi che ogni giorno in Italia vengono consumati circa 6 milioni di pannolini?

Lo sapevi che un pannolino in discarica ci mette circa  500 anni per decomporsi?

Per darti un’idea della portata del problema, soltanto in Italia nel 2010 sono nati 557.000 bambini che hanno utilizzato pi di 3 miliardi e mezzo di pannolini producendo 613.000 tonnellate di rifiuti…

Quali alternative?

Sono poco note, ma esistono alcune alternative che hanno un’impatto ambientale minore.

Innanzitutto per i genitori che non vogliono rinunciare agli usa e getta esistono i pannolini non sbiancati con i cloro (sbiancare la cellulosa dei pannolini causa l’emissione nell’aria di diossina), oppure esistono i pannolini biodegradabili in Mater-Bi o con amido di grano. Questi ultimi sono costituiti da materiale adatto ad essere utilizzato con i rifiuti organici per produrre compost. Questa soluzione ha i vantaggi pratici dell’usa e getta ad un costo lievemente superiore.

Un’altra possibile alternativa, neanche messe in discussione sino a qualche anno fa, sono i pannolini di stoffa: naturali, economici ed ecologici. I pannolini lavabili stanno tornando nelle case degli italiani, grazie anche agli incentivi di alcune amministrazioni comunali (tra quali quella di Ancona nel 2011), facendosi apprezzare anche per i vantaggi per il benessere del bambino. Ma non è un vero e proprio ritorno al passato perchè oggi i pannolini possono essere lavati in lavatrice con il resto del bucato; inoltre le aziende prodruttrici hanno ideato dei modelli molto simili all’usa e getta: già pronti all’uso, dotati di sistema di chiusura, possono essere formati da due pezzi (mutandine esterna e pannolino in tessuto), oppure addirittura da un unico pezzo.

Vantaggi economici dei pannolini lavabili

Il prezzo dei pannolini usa e getta in 2 anni di utilizzo va da 1400 a 2000 euro. Con i pannolini lavabili si risparmia, considerando anche le spese dei lavaggi, da 1000 a 1500 euro; infatti una volta sostenuta la spesa iniziale dei pannolini che garantiscono una copertura costante (circa una ventina), il costo successivo è solo quello del lavaggio in lavatrice a circa 50° anche insieme agli altri indumenti, dopo essere stati in ammollo col bicarbonato per evitare del tutto il cattivo odore. Già dopo circa 7 mesi di utilizzo il costo viene completamente ammortizzato. Inoltre i pannolini possono essere riutilizzati anche per un altro figlio: con i lavabili si spende una volta sola!  Per qualche mamma esperta di ago e filo, esistono su internet alcuni siti con cartamodello dei pannolini. http://www.nonsolociripa.it/

Un’ulteriore alternativa al pannolino viene proposta dai sostenitori dell’EC, Elimination Communication, che afferma che i bambini possono crescere senza utilizzare alcun tipo di pannolino. Alcune madri raccontano di essersi completamente sintonizzate con il proprio bebè abolendo l’utilizzo del pannolino ed evitando quella che chiamano “una contraddizione moderna” cioè il fatto di abituare il bambino a farsela addosso per un pò di tempo e poi cambiando questa abitudine proponendo loro il vasino. Questa educazione precoce al vasino si basa sull’osservazione attenta per imparare a conoscerne i segni premonitori e gli orari. Dopo un primo periodo di osservazione si può portare il bambino in bagno in occasione di questi segnali. L’EC viene definita principalmente un ascolto, una forma di comunicazione e di intesa tra genitori e figli. ulteriori info su: http://www.evassist.it

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Lotus birth… lasciare il tempo al bambino di separarsi dalla sua placenta

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Il lotus birth è figlio di una visione della nascita nel rispetto dei tempi. Considerando che la placenta è organo a tutti gli effetti del bambino e che per tutta la gravidanza ne ha sostenuto la crescita lavorando come polmone, come rene e anche come “avvocato” del bambino mediando le richieste alla madre, si tratta di lasciare al neonato il tempo di staccarsi da solo dalla sua placenta.

I benefici sono numerosi anche se questi elencati in parte vengono confrontati con il taglio immediato del cordone e non con il taglio ritardato (cioè quando il cordone smette di pulsare):

  • Trasfusione placentare completa (circa 160 ml = 1200 ml in un adulto)
  • Minor incidenza di anemia per via del maggior apporto di ferro
  • Maggior quantità di cellule staminali
  • Minor necessità di trasfusioni per i prematuri
  • Maggior apporto di nutrienti, vitamine, minerali
  • Minor incidenza di sindrome da stress respiratorio-soprattutto per i prematuri
  • Minor possibilità di danni cerebrali
  • Minor possibilità di danni agli organi
  • Maggior apporto di anticorpi materni
  • Migliori funzioni renali
  • Migliori risultati di successo nell’allattamento
  • Si evitano le infezioni del cordone/ombelico
  • Guarigione dell’ombelico più rapida
  • Si evita il tetano neonatale (ancora molto presente nel Terzo Mondo)
  • Si concede al neonato il tempo ottimale per stabilire il proprio regime respiratorio
  • Fegato e reni sono supportati per smaltire le tossine dovute alla nascita
  • Imprinting positivi ottimali
  • Integrazione dell’esperienza di nascita e del periodo appena successivo
  • Maggior facilità al bonding famigliare
  • Riduzione dei rischi di emorragia post-partum per la madre
  • Riduzione drastica della depressione post-partum
  • Rispetto del primo diritto dell’essere umano di essere donatore consenziente
  • Rispetto del diritto della salute

http://www.lotusbirth.it/benefici.html

Ho avuto poche occasioni di vedere il lotus birth perchè è ancora poco diffuso e spesso non consentito in alcuni ospedali, ma nei pochi casi che mi sono capitati è stato bello notare l’interazione che esiste tra il bambino e la sua placenta.

Skylar e la sua placenta

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Pannolini Lavabili: i benefici per il bambino

Perchè utilizzare i pannolini lavabili con il nostro bambino? I benefici sono molteplici, vediamoli insieme:

  • la pelle del bambino rimane a contatto del tessuto e non di composti chimici (di solito, gel sintetici), che aumentano l’assorbimento, ma che sono potenzialmente tossici per il piccolo;
  • le dimensioni del pannolino mantengono le gambe dei neonati ben divaricate, favorendo il corretto sviluppo dell’articolazione dell’anca;
  • migliore traspirazione delle zone genitali. Il surriscaldamento delle zone genitali e’ stato correlato alle cause di infertilità nei maschi. La difficile traspirazione è causa anche delle dermatiti;
  • migliore percezione delle funzioni fisiologiche perché essendo meno assorbenti il bambino si sente lievemente bagnato. L’indipendenza da pannolino nei bambini che utilizzano il pannolino lavabile, in media, viene conquistata più rapidamente rispetto ai bambini fasciati con gli “usa e getta”. Con questi ultimi, infatti, i bambini si sentono perfettamente asciutti grazie alla loro elevata assorbenza, ma, per questo motivo, i piccoli tendono ad sviluppare con maggior difficoltà l’indipendenza fisiologica.

 

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Co-sleeping: dormire con il proprio cucciolo

Che cos’è?

Co- insieme Sleeping- dormire… significa quindi condividere il sonno con il nostro cucciolo. Che poi, se si pensiamo bene, non è forse quello che fanno tutti in natura? Mamma cagna con i propri cuccioli, mamma gatta con i gattini, scimmie, leoni, uccellini…

Nelle prime settimane di vita questa modalità è molto utile anche per favorire l’allattamento a richiesta nelle poppate notturne: portare i bambini nel lettone significa poter allattare in comodità, senza doversi alzare  ad ogni poppata e prendere in braccio il piccolo.  Questo può essere il motivo per cui le madri che condividono il letto col bambino tandono ad allattare più a lungo di quelle che decidono altrimenti.

E’ certo che dove far dormire il proprio bambino è una scelta della coppia. Nel prendere questa scelta concorrono vari fattori, prima di tutto un fattore culturale. Nella nostra società a basso contatto, dove spesso si pratica la separazione mamma-bambino, dormire vicino al proprio piccolo è considerato sbagliato e anche dannoso, oltre che pericoloso.

“Prenderà il vizio e dopo non riuscirai più a metterlo nel suo lettino”, disse la nonna.

In realtà si è visto che paradossalmente più al bambino piccolo verrà data la possibilità di stare vicino alla madre quando lo richiede, più sarà capace in seguito di stare da solo.
Più verrà accolto il suo desiderio di dipendenza quando è piccolo, più facilmente diventerà, in seguito, un giovane adulto autonomo.

In tantissime culture nel mondo è considerato assolutamente normale dormire col proprio bambino. E’ impensabile e sconsigliato dormire lontano dal proprio bambino. Alcuni dati: condividere il letto con il bambino è praticato in Italia 5%, Francia 9%, Svezia 25.9%, Germania 25%, Corea 88.2%, Giappone 59%, Inghilterra 65%, India 92%.**
Credo comunque che sia una scelta che ogni madre, ogni coppia, meglio se ascoltando le richieste del proprio bambino,  debba prendere liberamente, sentendo cosa è meglio per sé e per il proprio cucciolo.

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