Archivio dell'autore: Lavinia Capriati

Valutazione del Pavimento Pelvico e dell’Addome

La valutazione del pavimento pelvico  o perineo consente di valutare la competenza e il tono del perineo nella sua funzione di sostegno, contenimento e controllo sfinterico.

Inoltre insieme allo stato del perineo viene data molta importanza anche l’addome e il diaframma, visto che insieme collaborano al buon funzionamento del corpo.

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Avere percezione e conoscenza dello stato di salute del pavimento pelvico e della fascia addominale è sempre utile, in particolar modo se:

  • Hai partorito da poco
  • Sei in menopausa
  • Hai piccole perdite di urina che non controlli quando fai uno sforzo o sei rilassata
  • Hai dolore durante i rapporti sessuali
  • Senti che non hai percezione di questa parte e vuoi conoscerti di più
  • Per prevenire situazioni di prolasso dell’utero, della vescica o del retto
  • Hai avuto una brutta lacerazione durante il parto
  • Ti è rimasta una diastasi addominale dopo la gravidanza (dilatazione dei muscoli retti dell’addome) o per altri motivi

Consigliato a donne di qualsiasi età: non è mai troppo presto, nè troppo tardi!

Consiste in un incontro individuale con l’ostetrica presso il tuo domicilio o in ambulatorio.

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Test positivo…e ora!

Ognuna di noi arriva a questo fatidico momento con la sua storia, alcune si assomigliano altre proprio no!

C’è chi è in attesa della bella notizia già da un pò di mesi e si precipita a comprare il test in farmacia già il giorno prima della mestruazione, c’è chi al contrario è in trepidante attesa del ciclo e dopo un pò di giorni decide di recarsi in farmacia, con la coda in mezzo alle gambe, per escludere l’arrivo di un bebè…

A prescindere dalla nostra storia, quelle linee del test positivo ci riportano tutte nella stessa direzione… CAOS! E la prima domanda è sempre… “E ora??!!”

Il secondo step è spesso quello di cercare qualcosa in internet, via sul motore di ricerca: COSA FARE IN GRAVIDANZA, sperando di trovare qualche risposta a questo caos.

Eccomi qui, a cercare di rispondere come posso, sia da mamma in attesa che da ostetrica, alle prime domande della coppia subito dopo il test!

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Ci sono alcune cose da sapere nel 1° trimestre, alcune da fare, ma soprattutto sappiate che questo è il trimestre del riposo, è il tempo per abbassare i ritmi, è il momento di scendere dal TAV della nostra vita e iniziare a camminare con calma guidati da un cucciolo di pochi millimetri ma che già la sa lunga sul suo futuro!

Cose da fare:

  • se state fumando, è ora di smettere. Se inizialmente non riuscite, provate a limitare il più possibile, ma sappiate che il fumo è dannoso in gravidanza e che il vostro bambino vi sta dando l’opportunità di smettere!
  • idem per quanto riguardo caffè e alcolici. Ridurre il più possibile o escluderli sarebbe auspicabile. Ogni singolo caso va poi valutato bene con il professionista che vi seguirà in gravidanza.
  • se stavate prendendo l’ acido folico: continuate! almeno per le prime 12 settimane è raccomandato per aiutare la colonna vertebrale del bambino a svilupparsi bene. Se ancora non l’avete preso, andate dal medico di famiglia a farvelo prescrivere. Vi ricordo che essendo raccomandato dalle Linee Guida Internazionali, il medico di famiglia vi dovrebbe prescrivere uno dei tipi con esenzione, cioè, se vi prescrive quelli, non lo pagate!
  • Non avendo fatto ancora nessun esame (perchè ancora non è ora di farli!) correggete l’alimentazione in maniera di evitare il rischio di contrarre la toxoplasmosi. Il toxoplasma è un protozoo che vive nell’intestino del gatto e lo ritroviamo quindi sotto forma di ovocisti nelle sue feci che possono essere ingerite da altri animali o stare nel terreno dove vengono coltivati gli ortaggi. I consigli quindi sono quelli di evitare carni crude e insaccati crudi, lavare accuratamente solo con acqua la frutta e la verdura oppure mangiarla cotta.
  • Ancora per quanto riguarda l’alimentazione sappiate che in gravidanza sono consigliati 5 spuntini durante il giorno per arrivare meno affamate ai pasti. Limitare il consumo di carboidrati è raccomandato, ma il vostro corpo sa di cosa avete bisogno: le famose “voglie” non sono altro che richieste del corpo, assecondatele!

Cose da non fare:

  • non smettete di avere rapporti! non ce n’è assolutamente bisogno, tranne in rari casi di minaccia di aborto. In una gravidanza che inizia tranquillamente senza mostrare mai perdite di sangue o altri sintomi, si possono tranquillamente continuare ad avere rapporti sessuali.
  • se vi va e se la gravidanza è iniziata naturalmente (quindi escludo le gravidanze con pma o altre patologie iniziali) non è assolutamente necessario correre a fare le analisi del sangue, le famose beta-hcg. Il test fatto sulle urine è attendibile e piano piano la gravidanza mostrerà gli altri segni di essere iniziata oltre la mancata mestruazione: seno turgido e leggermente dolente, nausea, marcata sensibilità olfattiva, stanchezza… lasciatevi il tempo per scoprire il miracolo della vita che sta accadendo dentro di voi.
  • idem non correte a fare l’ecografia! Prima di 10 settimane* non è consigliata, e se ci andiamo molto molto presto rischiamo di non vedere ancora il piccolo embrione e di immetterci in una situazione ansiogena… mi ripeto, ma attendete, datevi il tempo di scoprire di quante meraviglie è capace il vostro corpo e date il tempo al vostro bimbo di crescere e manifestarsi!

Diario della gravidanza, esami ed eco

Poche fortunate regioni in Italia hanno un diario della gravidanza che basta ritirare in consultorio per avere già tutte le impegnative pronte. Tutti però abbiamo tanti esami, cioè tutti quelli che bastano per una gravidanza fisiologica, assolutamente esenti. Vi rimando a questo articolo dove li trovate tutti elencati.Esami esenti per la gravidanza fisiologica

Per quanto riguarda il primo trimestre abbiamo solo un gran pacchetto di esami da fare entro il terzo mese che è gratuito: (esenzione M01-M13)

Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L.

Gruppo SanguignoAB0 e Rh (D) qualora non eseguito in funzione preconcezionale

Aspartato Aminotrasferasi (AST) (GOT) (S)

Alanina Aminotrasferasi (ALT) (GPT) (S/U)

Virus Rosolia anticorpi (IgG, IgM)

Toxoplasma Anticorpi (E.I.A.): se negativo si ripeterà ogni 30-40 gg fino al parto

Treponema Pallidum Anticorpi (Ricerca quantitativa mediante emoagglutinazione passiva) (TPHA): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner

Treponema Pallidum Anticorpi anti cardiolipina (Flocculazione) (VDRL) (RPR): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner

Virus Immunodeficienza Acqisita (HIV 1-2) Anticorpi

Glucosio(S/U/dU/La)

Urine Esame chimico fisico e microscopico

Si aggiunge a questo pacchetto di esami la prima ecografia da fare tra la settimana 10 e 13*. E’ importante farla in questo periodo (nè prima nè dopo preferibilmente) perchè è il periodo migliore per rispondere agli obiettivi iniziali; la prima eco serve infatti:

  • a determinare il numero degli embrioni
  • a determinare se la gravidanza è in utero
  • a datare la gravidanza (per le donne con cicli irregolari o che non riescono a risalire alla data del concepimento)

La prima eco si può fare sia per via transvaginale che addominale; alcuni ecografisti preferiscono la prima anche se la seconda è potenzialmente più sicura per il piccolo.

Cose da fare:

  • tutti conosciamo le lunghe attese per prenotare tramite Sistema Sanitario Nazionale gli esami, purtroppo il discorso vale anche per la gravidanza. Il consiglio è quello di, il prima possibile, farsi fare tutte e tre le impegnative delle ecografie (una per trimestre) e correre a prenotare: vi ricordo che è necessario prenotarle tutte nel periodo preciso in cui servono, cioè:     1 trimestre: 10-13 settimane*,      2 trimestre: 20-23 settimane*,        3 trimestre 30-33 settimane*
  • in ultimo ma non per importanza è ora di valutare da chi farsi accompagnare in gravidanza. Le gravidanze fisiologiche (cioè voi state bene, siete in una fascia di età nella norma, le gravidanze passate sono andate bene) potete decidere di farvi seguire da un’ostetrica (consultoriale o libera professionista), prendendo con lei il primo appuntamento vi spiegherà bene in cosa differisce il modello ostetrico nell’assistenza rispetto al modello medico. E progetterete insieme a lei gli incontri da fare in gravidanza. Se desiderate essere seguite da un ginecologo (in ambulatorio e in libera professione), prendete il primo appuntamento. In entrambi i casi scegliete una persona con cui parlare, discutere e confrontarvi…  accompagnare in gravidanza non significa solo vedere gli esami e sentire il battito del bambino ma significa essere con la coppia per tutto il percorso. Scegliete preferibilmente qualcuno che vi possa dare continuità per tutto il percorso.

LAST BUT NOT LEAST: E’ vero, il corpo cambia, l’energia diminuisce, sembriamo dei ghiri e corriamo a fare la pipì ogni mezz’ora… ma la gravidanza è un momento splendido, fatto di condivisione con il partner, di crescita personale e di immancabili momenti di gioia ma anche di fatica. Godetevela, prendetevi del tempo per voi: comprate un diario e appuntatevi tutto, iscrivetevi ad un corso con le ostetriche (ginnastica, acquaticità, yoga ,…), fatevi massaggiare e coccolare, fate l’amore, disegnate e date libero sfogo alla vostra parte creativa, amate e accarezzate il bambino, parlategli anche quando è ancora grande come un fagiolo… non perdete nemmeno un istante di questo periodo!

*Quando parliamo di settimane intendiamo, il numero di settimane a partire dall’ultima mestruazione (UM). Ovviamente partiamo da lì anche se il concepimento è avvenuto (in un ciclo regolare) all’incirca 2 settimane dopo. La datazione della gravidanza per molte donne rimane sempre veritiera a partire dall’UM per altre la prima ecografia servirà a ridatare.

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Cuccioli in Musica da Gennaio

Cuccioli in musica propone un percorso di canti, suoni e giochi musicali dedicato ai piccolissimi (0-3 anni) e a chi si cura di loro. Un momento di coccole musicali, nel quale ai bambini non sarà chiesto di “fare”, ma di sentire e di essere, nel rispetto dei tempi, delle attitudini e dell’unicità di ciascuno.

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Portare il bebè

Il primo bisogno del bambino è quello di sentirsi rassicurato, protetto e contenuto. Il neonato si ritrova nell’ambiente a lui più familiare, conosciuto: c’è lo stesso odore, lo stesso battito che conosce già, perfino i germi e batteri che si trovano sul corpo della madre gli sono “familiari”, in termini di capacità difensive.

La fascia portabebè offre numerosi vantaggi per la mamma e per il suo bimbo. Consente un largo utilizzo, si adatta bene sia al neonato che al bimbo di due anni. Con le diverse tecniche di fasciatura si ottengono tantissime posizioni.

Perché utilizzare la fascia?

 Per Praticità: conferisce una sensazione di comodità a chi porta, il tessuto non taglia sulle spalle e il peso del bambino si distribuisce bene sul corpo. È un valido aiuto nei mezzi pubblici di trasporto in città, dato che le mani sono libere, non c’è l’ingombro del passeggino e il bimbo viene alzato dall’altezza degli scarichi degli autoveicoli. Portando il bambino sul ventre, sul fianco o sulle spalle si può passeggiare tra la folla senza essere ingombranti. Diventano più semplici anche le attività della vita quotidiana come fare la spesa, girare nei negozi o visitare musei.

Può capitare di dover indossare la fascia anche in casa. Tutti i bambini possono avere delle giornate in cui sono più sensibili ed esigono le braccia della mamma. (per esempio: il periodo della dentizione, malesseri vari, dopo un prolungato allontanamento della mamma ecc.). indossando il bambino con la fascia, la mamma può continuare le faccende domestiche o stare dietro agli altri figli.

 Vantaggi psico-fisici: Lo stretto contatto ha dei vantaggi innegabili sia per la mamma che per il bebé. Viene facilitata la comunicazione tra genitore e bimbo, la mamma capisce meglio e risponde subito ai bisogni del neonato. Favorisce la produzione degli ormoni della prolattina, le mamme diventano più tranquille e più pazienti. I bambini portati piangono meno e si tranquillizzano più facilmente. I neonati si adattano meglio al mondo esterno: tenuti addosso alla madre possono assumere la stessa posizione che avevano nell’utero e continuano a sentire gli stessi battiti del cuore, l’odore. Il distacco dalla mamma diventa più graduale. Il calore costante della madre aiuta la termoregolazione dei neonati. La giusta temperatura, la sicurezza e la tranquillità fanno si che si riducono i disturbi da coliche e avviene uno sviluppo intestinale corretto.

Sviluppo motorio

Il bimbo nella fascia sembra passivo, ma la realtà è diversa. Il suo corpo si muove insieme a quello della madre, ne percepisce ogni cambiamento. Continuano ad arrivare degli impulsi ai muscoli e ai sensi dell’equilibrio. Questo favorisce uno sviluppo armonico del movimento. Portare con la fascia è consigliato dagli ortopedici. Le posizioni seguono la crescita del bimbo ed è sempre quella più adatta alla sua età. Le posizioni a gambe divaricate aiutano lo sviluppo delle anche ( nelle culture africane la displasia non è conosciuta). Studi moderni hanno dimostrato che il movimento dondolante serve allo sviluppo cerebrale.

Nutrimento: Favorisce l’allattamento a richiesta.

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Comunicazione: il neonato nella fascia ha una distanza di 20-30 cm dal viso della madre che gli permette di osservarla, considerando che la loro vista è limitata nei primi mesi di vita. La fascia permette al bambino che cresce di osservare il mondo dall’altezza del genitore e di partecipare alle varie attività della famiglia, quindi la fascia è uno strumento eccezionale per sviluppare il senso sociale del bambino.

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La coppetta mestruale: che cos’è, come funziona

Le coppette mestruali sono un prodotto riutilizzabile che raccoglie il sangue mestruale all’interno della vagina. Sono di piccole dimensioni, di materiale morbido e una volta piegata e inserita aderisce alle pareti vaginali e può essere indossata fino a 7 ore consecutive. Una volta piena la coppetta viene estratta manualmente e svuotata nel water. Viene lavata, e può essere riutilizzata. Viene sterilizzata a fine ciclo prima di essere riposta in un luogo sicuro e poi verrà sterilizzata nuovamente prima di essere riutilizzata il mese successivo.

DESCRIZIONE
Il materiale usato è di Gomma, silicole e TPE. Ha un emivita di 10 anni.
Ci sono diversi marchi disponibili e si trovano online o in negozi eco.

Importantissimo durante l’atto sessuale, rimuovere la coppetta di silicone.

VANTAGGI

Risparmio — Una coppetta dura fino a 10 anni. Il prezzo oscilla da 10 euro a 35 euro.
Ecologia —L’unica cosa da gettare nell’immondizia è la coppetta stessa al termine dekl suo utilizzo dopo circa 7-10 anni.
Spazio — La coppetta è una sola e sostituisce completamente l’uso di assorbenti e proteggislip.
Comfort — Al contrario dei tamponi, se si urina, il laccio non si bagna. Non c’è spessore dovuto agli assorbenti esterni. Non c’è secchezza data dai tamponi interni. Le coppette possono essere indossate prima dell’inizio della mestruazione, cosa che può essere utile per chi ha cicli irregolari.
Tempo – Le coppette mestruali possono contenere molto più sangue dei tamponi per flussi abbondanti.

TAGLIA
Esiste o quella universale oppure la Taglia S per donne senza figli o la M per donne con età superiore ai 30 anni o con figli.
Inoltre esiste la Coppetta a Bottone, a Stelo e ad anello.
La seconda è per le principianti perchè permette una rimozione facilitata grazie all’estroflessione mentre la prima è per le più esperte.

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Il primo trimestre: il segreto della pancia

“Un vecchio mito vuole che il primo spermatozoo arrivato penetri l’ovulo.E’ premiato in quanto è il più veloce e più forte. Questo mito è ancora una matrice culturale che pervade tutte le istituzioni. Oggi invece si è visto che l’incontro tra ovulo e spermatozoo è un dialogo. La scelta avverrà tra i più compatibili. Questa nuova conoscenza diventerà matrice per una nuova cultura del mondo?”

“Il concepimento ha, come il merengue, le caratteristiche della leggerezza e della rapidità, in un’avvincente sequenza di movimenti vorticosi e frenetici, ma precisi e studiati, passati e ripassati dall’allenamento millenario della capacità generativa che ognuno porta con sè.

Si incontrano qui: lui, lei e il bambino, il padre, la madre e il figlio, ed è qui che uniscono il loro essere nel passato, nel presente e nel futuro. La matrice che il bambino riceve è legata a tutto ciò che loro sono e sono stati, sia a livello fisico, che psichico e relazionale; al momento del concepimento il figlio riceverà un imprinting per la sua vita, la storia dei genitori e la loro relazione, la loro comunicazione e il loro modo di amarsi, il desiderio di averlo, tutto rimarrà impresso.” I traumi prenatali e la nascita L.Rafanelli

“Credo che ci sia un canale di comunicazione particolare tra la madre e il figlio, spiccatamente chimico.

Quando l’ovulo fecondato si poggia teneramente sulla mucosa uterina, così pronta ad accoglierlo, preparata dalle ovaie materne, manda dei messaggi ormonali: imbroglia un pò le regole del ciclo mestruale e impedisce così che avvenga lo sfaldamento dell’endometrio cioè la mestruazione. Come si infilasse un ditino nel meccanismo perfetto e questo si bloccasse: fermi tutti, ci sono io! E la madre lascia che queste piccole dita di tessuto trofoblastico, di origine fetale, si insinuino nella sua carne e peschino nel suo stesso sangue; inibisce il suo sistema immunitario affinché non rigetti quella nuova architettura genetica a lei estranea. C’è un momento, ne sono convinta, in cui il corpo materno dice “sì, vieni, ti accolgo”.

Come quando chiudo gli occhi e faccio finta di niente, mentre il mio bimbo furbetto ruba le caramelle, eppure le metterei sotto chiave, ma conosco il piacere ingenuo di farla sotto il naso della mamma. I miei bimbi sono cresciuti nella mia pancia perché ho dato loro l’opportunità di venirci ad abitare.” Le mani delle donne di M.B.Fantonfecondazione

 Cosa fare nel primo trimestre?

RALLENTARE

Questo trimestre può apparire alla coppia come una corsa contro il tempo: prima visita, prima ecografia, un elenco interminabile di esami…

Quello che ci chiede il bambino in questo momento è rallentare, scendere dal treno al Alta Velocità, darsi tempo per accogliere fisicamente e psicologicamente questo individuo, dargli la possibilità di trovare un terreno calmo e sereno. Ma questo già la mamma l’ha capito… e proprio il suo corpo che lo manifesta, con la stanchezza e la sonnolenza… bisogna solo assecondarlo, ascoltarlo, riportare l’attenzione dentro di sé.

ALIMENTAZIONE

L’alimentazione deve assecondare i bisogni del cambiamento, seguire il corpo e le sue indicazioni porterà ad un nuovo equilibrio alimentare.

L’unica attenzione va rivolta ad alcune sostanze tossiche che vanno assolutamente eliminate: Alcool, caffè, nicotina.  Quest’ultima è anche il papà che deve eliminarla, in gravidanza e con lo sguardo all’orizzonte, per quando nascerà il bambino. Non basta riproporsi di fumare distanti dal bambino: la nicotina si annida anche sugli abiti e sulle mani…

Inoltre nel caso di risultato negativo alla Toxoplasmosi è fondamentale lavare molto bene le verdure, ed evitare affettati e carne cruda.

Bibliografia

D&D n°68, Il primo trimestre di Gravidanza

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Latte materno: la conservazione

L’allattamento esclusivo a richiesta è consigliato dall’OMS per i primi 6 mesi di vita del bambino per la sue caratteristiche e i suoi benefici. Dopo i primi 6 mesi o quando il bambino lo richiede, possono venire introdotti gradualmente altri alimenti, ma è consigliato mantenere un numero di poppate oltre il primo anno di vita o sino a quando entrambi i protagonisti dell’allattamento lo richiedono.

Ma spesso succede che la mamma deve ritornare al lavoro… come conciliare le due cose? Una soluzione può essere la conservazione del latte in frigo e in freezer. Vediamo come.

Queste informazioni sono basate su ricerche attuali e si applicano a madri che: hanno figli sani e nati a termine, stanno conservando il latte per uso proprio e nel proprio domicilio (cioè non in ospedale), lavano le mani prima di estrarre il latte, e utilizzano contenitori che sono stati lavati in acqua molto calda e sapone e poi risciacquati.

Tutti i campioni di latte dovrebbero portare un’indicazione della data prima di porre il contenitore nel luogo di conservazione.

Indicazioni per la conservazione

Colostro:
a temperatura ambientale (27°-32°C), si può conservare per 12-24 ore

Latte maturo:

  • conservato a 15°C, si può conservare per 24 ore
  • conservato a 19°-22°C, si può conservare per 10 ore
  • conservato a 25°C, si può conservare per 4-8 ore
  • conservato nel frigorifero a 0°-4°C, si può conservare per 5-8 giorni

Latte congelato:

  • Scomparto freezer posto all’interno del frigorifero: 2 settimane
  • Scomparto congelatore con porta autonoma: 3/4 mesi (la temperatura varia poiché la porta viene aperta spesso)
  • Congelatore separato che mantiene costantemente una temperatura di -19°C: 6 mesi o di più

Quale contenitore utilizzare?

Se il latte è destinato alla congelazione:

  • contenitori di vetro o plastica pesante possono essere impiegati
  • sacchetti fatti specificamente per la conservazione di latte materno nel congelatore
  • non è consigliato l’utilizzo dei sacchetti monouso destinati a foderare i biberon
  • porre nel frigorifero il latte appena spremuto, per raffreddarlo prima di versarlo in un contenitore di latte già congelato

Come riscaldare il latte

  • fatelo sciogliere e/o riscaldare sotto acqua corrente tiepida.
  • non riscaldare eccessivamente (cioè non bollire) il latte.
  • agitare prima di controllare la temperatura.
  • non utilizzare un forno a microonde per riscaldare latte materno.

Latte scongelato

Se il latte è stato scongelato, può essere conservato nel frigorifero ed utilizzato per un periodo fino a 24 ore. Non deve essere ricongelato.

Sitografia

http://www.lllitalia.org/

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Tutto ciò di cui il bambino ha bisogno…

Sotto l’albero ho avuto l’opportunità di trovare tanti bei libri. Uno di questi si chiama “Bebè a costo zero” di G.Cozza

La domanda dell’autrice è una domanda semplice, che si pone qualsiasi genitore, qualsiasi coppia in attesa di un piccolo… di che cosa avrà bisogno il mio bambino?

Pubblicità e riviste sembrano avere mille risposte… esistono oggetti “indispensabili”, cose “necessarie”,  accessori “irrinunciabili”… che ovviamente spesso coincidono con la merce più nuova e più costosa…

Approcciandomi a questo mercato non come genitore ma come professionista della salute, come ostetrica, guardo oggetti sugli scaffali di dubbia utilità, di scarsa praticità e assolutamente non necessari. E mi pongo la stessa domanda dell’autrice… di che cosa avrà bisogno un bambino?

Fortunatamente, in tempi di crisi, tutto ciò di cui hai bisogno un bambino non ha un costo, o perlomeno ha un costo non quantificabile in denaro; si tratta di 4 bisogni sostanziali:

contatto, contenimento, comunicazione, cibo. (E.Balsamo, pediatra)

La natura ha deciso che ci fosse un’unica risposta a ognuna di queste esigenze: la mamma.

 

Contatto: il bisogno più immediato per qualsiasi neonato, ovunque nasca e cresca, è quella di contatto. A questo proposito vorrei ricordare che i neonati che vogliono stare sempre in braccio non fanno capricci e non sono neanche viziati. Semplicemente si comportano come la sua natura impone: l’istinto del cucciolo è quello di stare con la madre, e qualsiasi separazione diventa una situazione potenzialmente pericolosa. A questo pericolo lui risponde col pianto, l’unico linguaggio che conosce.

Contenimento: i 9 mesi hanno segnato per il bambino un momento di totale simbiosi. Tutto il suo mondo era lì, poco oltre le pareti dell’utero, poco oltre il battito regolare della mamma, poco oltre il suono della sua voce ovattato dal limpido liquido amniotico. Con la nascita, tutto ad un tratto, in modo più o meno traumatico, il mondo del bambino cambia rapidamente e diventa enorme, luminoso, rumoroso e ruvido. Tutto è assolutamente nuovo e inizialmente neanche troppo piacevole. In quale altro luogo il bambino troverà rifugio e potrà rivivere e risentirsi nel suo mondo se non tra le braccia materne?

Comunicazione: l’udito si sviluppa nel neonato già nei primi mesi di gravidanza e già nella pancia le sue piccole orecchie ascoltano le parole amorevoli del papà e le dolci parole della mamma che risuonano dall’interno. La comunicazione è uno dei primi salvagente per il neonato, laddove la sua vista non è ancora sviluppata (ma vede in modo abbastanza nitido giusto a 20 cm, la distanza che intercorre tra lui e lo sguardo di mamma quando è al seno… sarà un caso?). Se parlate con il vostro bambino lui girerà la testa verso di voi… e saprà che siete lì. Anche lui ha la possibilità e spesso la necessità di comunicare con gli adulti, con pochi adulti, coloro che lo conoscono meglio; il neonato comunica con noi attraverso le piccole smorfie e, ahimè, il pianto, che perciò non deve essere ignorato ma accolto per poter conoscerne la causa e, quando possibile, rimuoverla.

Cibo: l’alimento più adeguato per i primi anni di vita del bambino è il latte materno, che ha la capacità di cambiare durante la poppata e ad ogni poppata per raggiungere la composizione e il giusto dosaggio di tutti i nutrienti che il bambino necessita durante la crescita e addirittura durante il giorno. Il latte di mamma è l’alimento ideale, unico e specie-specifico: come la mucca e la pecora hanno il latte per il loro cucciolo, il bebè ha il latte adatto per il cucciolo d’uomo. Dopo i primi 6 mesi di vita del bambino, l’alimentazione viene complementata con il cibo di mamma e papà. Questo è quanto enuncia l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF.  Preparare il capezzolo per l’allattamento è come preparare i piedi per una camminata o il naso per respirare (C.Gonzales, pediatra). Sicuramente non c’è bisogno di trattare il capezzolo, ma in una società che non ha allattato per più di una generazione, in una società in cui impartisce consigli sull’allattamento anche il salumiere, quello che può fare la mamma durante la gravidanza è prendere informazioni e preparare la sua famiglia ad offrire sostegno nei primi giorni dell’allattamento, talvolta non facili.

Concludendo, non fatevi imbrogliare dalle liste nascita, dalle pubblicità e dalle riviste, che propongono spesso un accudimento del bambino a “basso contatto”. Il bambino ha bisogno di voi e molte delle cose che trovate in vendita sono dei sostituti a quello che voi potete offrire: contenitori di diverso tipo (box, carrozzine, passeggini, ovetti, seggioloni, sdraiette,…), tettarelle e biberon di varie tipologie, ciucci di diverse grandezze e materiali,

Datevi tempo di imparare a conoscere il vostro bambino, di capire di cosa avete veramente bisogno e di quale spesa occorre. Non vi sto dicendo di risparmiare sui vostri figli, semplicemente vi propongo di dare ascolto alle reali necessità del bambino anzichè ai messaggi del mercato… sceglietevi voi, con il vostro istinto, senza preoccuparvi di viziare il vostro bambino… e se potete, approfittate di negozi e mercatini dell’usato, o di scambi tra mamme… dopottutto dalle nostre scelte dipende il futuro dei nostri figli, e tutti non dobbiamo ignorare la responsabilità che abbiamo nei confronti delle risorse e della natura.

Non rendiamo il nostro bambino un piccolo consumatore, rendiamolo una persona amata…

Liberamente tratto da Bebè a Costo zero di G.Cozza

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Pannolini Usa e Getta… parliamone!

Lo sapevi che ogni bambino utilizza in 3 anni circa 4.500 pannolini che corrispondono a 20 alberi di grandi dimensioni?

Lo sapevi che ogni giorno in Italia vengono consumati circa 6 milioni di pannolini?

Lo sapevi che un pannolino in discarica ci mette circa  500 anni per decomporsi?

Per darti un’idea della portata del problema, soltanto in Italia nel 2010 sono nati 557.000 bambini che hanno utilizzato pi di 3 miliardi e mezzo di pannolini producendo 613.000 tonnellate di rifiuti…

Quali alternative?

Sono poco note, ma esistono alcune alternative che hanno un’impatto ambientale minore.

Innanzitutto per i genitori che non vogliono rinunciare agli usa e getta esistono i pannolini non sbiancati con i cloro (sbiancare la cellulosa dei pannolini causa l’emissione nell’aria di diossina), oppure esistono i pannolini biodegradabili in Mater-Bi o con amido di grano. Questi ultimi sono costituiti da materiale adatto ad essere utilizzato con i rifiuti organici per produrre compost. Questa soluzione ha i vantaggi pratici dell’usa e getta ad un costo lievemente superiore.

Un’altra possibile alternativa, neanche messe in discussione sino a qualche anno fa, sono i pannolini di stoffa: naturali, economici ed ecologici. I pannolini lavabili stanno tornando nelle case degli italiani, grazie anche agli incentivi di alcune amministrazioni comunali (tra quali quella di Ancona nel 2011), facendosi apprezzare anche per i vantaggi per il benessere del bambino. Ma non è un vero e proprio ritorno al passato perchè oggi i pannolini possono essere lavati in lavatrice con il resto del bucato; inoltre le aziende prodruttrici hanno ideato dei modelli molto simili all’usa e getta: già pronti all’uso, dotati di sistema di chiusura, possono essere formati da due pezzi (mutandine esterna e pannolino in tessuto), oppure addirittura da un unico pezzo.

Vantaggi economici dei pannolini lavabili

Il prezzo dei pannolini usa e getta in 2 anni di utilizzo va da 1400 a 2000 euro. Con i pannolini lavabili si risparmia, considerando anche le spese dei lavaggi, da 1000 a 1500 euro; infatti una volta sostenuta la spesa iniziale dei pannolini che garantiscono una copertura costante (circa una ventina), il costo successivo è solo quello del lavaggio in lavatrice a circa 50° anche insieme agli altri indumenti, dopo essere stati in ammollo col bicarbonato per evitare del tutto il cattivo odore. Già dopo circa 7 mesi di utilizzo il costo viene completamente ammortizzato. Inoltre i pannolini possono essere riutilizzati anche per un altro figlio: con i lavabili si spende una volta sola!  Per qualche mamma esperta di ago e filo, esistono su internet alcuni siti con cartamodello dei pannolini. http://www.nonsolociripa.it/

Un’ulteriore alternativa al pannolino viene proposta dai sostenitori dell’EC, Elimination Communication, che afferma che i bambini possono crescere senza utilizzare alcun tipo di pannolino. Alcune madri raccontano di essersi completamente sintonizzate con il proprio bebè abolendo l’utilizzo del pannolino ed evitando quella che chiamano “una contraddizione moderna” cioè il fatto di abituare il bambino a farsela addosso per un pò di tempo e poi cambiando questa abitudine proponendo loro il vasino. Questa educazione precoce al vasino si basa sull’osservazione attenta per imparare a conoscerne i segni premonitori e gli orari. Dopo un primo periodo di osservazione si può portare il bambino in bagno in occasione di questi segnali. L’EC viene definita principalmente un ascolto, una forma di comunicazione e di intesa tra genitori e figli. ulteriori info su: http://www.evassist.it

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Prevenire è meglio… anche economicamente!

Mi è capitato pochi minuti fa di imbattermi in un articolo a cui lascio al lettore la riflessione.

La ginnastica perineale, in gravidanza come preparazione al parto, nel puerperio come ritonificazione della zona del pavimento pelvico che ha così tanto lavorato nei 9 mesi, ma anche in menopausa per una carenza di estrogeni che causano graduale diminuzione della tonicità del perineo è la prevenzione più efficace che possiamo fare per non andare incontro a spiacevoli problematiche.

Quando si parla di incontinenza urinaria, cioè qualsiasi fuga di urina spontanea, si pensa spesso che riguardi solo le donne adulte o grandi adulte… ma mai le giovani.

Dati alla mano, il problema interessa anche le 30enni colpendo quasi 2 donne su 10, e la popolazione coinvolta aumenta con l’età sino a una donna su 2 a 65 anni, considerando che la speranza di vita nelle Marche per le donne è di 84,3 anni (anno 2001 Fonte Istat)…

Ma il dato che mi ha più colpito è stato un altro.

Considerando una donna che inizia a 50 anni ad avere piccolo perdite di urina involontarie,  l’esborso per gli assorbenti potrebbe essere notevole.

Confezione di salvaslip (anno 2007) 24 pezzi : 8,50 euro

Con un minimo di 3 salvaslip al giorno, si termina la confezione in 8 giorni,

circa 4 confezioni al mese,

quindi 34 euro al mese,

408 all’anno

che in 30 anni significa 12.240 euro……. O.o

Direi che anche in termini economici oltre che ovviamente di benessere, l’investimento iniziale per un corso di consapevolezza e di ginnastica perineale con un investimento quotidiano gratuito a casa per l’esecuzione degli esercizi è sicuramente una proposta di risparmio!!!!

Categorie: perineo | Tag: , , | Lascia un commento

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