Archivio dell'autore: Lavinia Capriati

Ops… quella goccia di pipì inaspettata!

1

Il più delle volte capita la prima volta durante un colpo di tosse o uno starnuto… inaspettatamente si presente una goccia di urina. Imbarazzate ci si ripete che non accadrà più… ma poi magari durante il raffreddore successivo o con una risata fragorosa ecco che ri-succede. Questa si chiama sempre, a prescindere dalla quantità di urina o dalla frequenza, incontinenza urinaria, in questo caso, da sforzo.

Quello che si fa più spesso è mettersi un salvaslip, o se la situazione è ancora più evidente e meno saltuaria un assorbente.

Perchè succede?

La muscolatura “lì-sotto”, cioè il pavimento pelvico o perineo ha diverse funzioni. Tra queste ha la capacità di trattenere e lasciare andare nel momento giusto sia l’urina che le feci. Questo è permesso dalla muscolatura e dai legamenti. Inoltre è presente un meccanismo che durante gli sforzi (tosse, starnuto, sollevare un peso, ridere, saltare,…) attiva la zona del perineo per mantenere fermi gli organi (vescica, utero e retto) ed evitare che si perda urina, gas,…

Alcune donne non hanno questo meccanismo: forse non l’hanno mai avuto, forse con le abitudine scorrette di minzione e defecazione è stato soppresso, forse dopo il parto questo meccanismo (che normalmente si perde in gravidanza per permettere la nascita del piccolo) non si è ripristinato, forse con l’età e il mancato utilizzo la muscolatura si è quasi atrofizzata ed ora è poco responsiva.

Cosa si può fare?

Un salvaslip o un assorbente non sono la risposta. Ci potrà sembrare di tamponare un problema, ma aspettando non facciamo altro che peggiorare una situazione che comunque non si ripristinerà da sola.

Quello che possiamo fare è una valutazione perineale dopo il parto (dopo 4-6 settimane dal parto), per assicurarci che il meccanismo si sia ripreso e altrimenti allenare la zona e aiutarla nella ripresa per prevenire questa problematica.

Quello che possiamo fare a tutte le età è dedicare un pò di tempo a questa zona e prendercene cura… magari con un ciclo di incontri di percezione e movimento, dato che non siamo abituati a muovere questa zona ed un semplice “stringi e rilassa” non ci permette di ottenere risultati.

Se la problematica è già esistente quello che conviene fare è, anche da giovanissimi, la rieducazione perineale individuale che ci permette di, dopo una valutazione perineale, organizzare un programma personalizzato alle proprie necessità, ai propri tempi e ai propri bisogni da eseguire a casa e da osservare, per gradualmente migliorare, insieme con una cadenza che decidiamo noi.

Non lasciare che passi del tempo e che la situazione peggiori… allertati in tempo!

Categorie: perineo | Tag: , , | Lascia un commento

La valutazione perineale

La VALUTAZIONE PERINEALE è una visita con l’ostetrica, specialista di salute perineale, che permette di osservare il tono della muscolatura perineale, lo stato delle mucose e delle eventuali ferite-cicatrici, permette anche di verificare la presenza di quel meccanismo che protegge gli organi pelvici (utero, vescica e retto) durante il colpo di tosse senza farli muovere: una contrazione involontaria protettiva.

nave

Immaginando il perineo come il mare e gli organi come la nave possiamo vedere che un muscolo ben tonico mantiene la nave a galla. Anche i legamenti, le gomene (in rosso) tengono ferma la nave in sospensione.

Se il mare, cioè il perineo non è un muscolo ben tonico ed allenato e non risponde alle sollecitazioni del corpo e agli aumenti di pressione, tutto il peso degli organi sta sui legamenti che a lungo andare si deteriorano provocando un abbassamento (prolasso) di uno o più organi.

Con la valutazione perineale andiamo a verificare la presenza di questa contrazione involontaria, che, se assente, buon non dare nessun sintomo in giovane età.

rilassamento-parto-300x300

Nel post parto.  Verso metà o fine gravidanza questo meccanismo viene meno per permettere poi la fuoriuscita del bambino durante la nascita. Nel post parto poi si deve lentamente tornare alla situazione pre-gravidica e quindi ri acquisire questa contrazione involontaria. Purtroppo non sempre succede.

La valutazione perineale nel post parto va ad osservare se e come si è ripristinato il meccanismo che protegge i nostri organi interni durante gli aumenti di pressione addominale come il colpo di tosse, lo starnuto, il sollevare pesi. Inoltre si valuta lo stato generale della muscolatura che con il parto può aver subito delle lacerazioni o comunque ha fatto un grande lavoro: permettere l’uscita del cucciolo. Le eventuali ferite presenti sul perineo vengono prese molto in considerazioni, trattate ognuna diversamente a seconda di come si presentano: questo è importantissimo per evitare che il fastidio o il dolore della cicatrice sia ancora molto presente nel tempo.

Quando è ancora più importante fare la valutazione perineale?

Se prima o durante la gravidanza o nel post parto si sono verificati uno o più dei seguenti sintomi conviene affrettarsi a fare una valutazione perineale per assicurarsi del benessere perineo.

  • non riuscire a trattenere la pipì quando sento lo stimolo
  • perdita di urina durante il colpo di tosse, lo starnuto o il salto
  • dolore durante i rapporti sessuali
  • senso di peso sovrapubico o anale
  • stipsi cronica
  • dolore alla lacerazione o all’episiotomia
  • scarsa o nulla capacità di contrarre volontariamente la muscolatura perineale

Durante la valutazione perineale viene offerta alla donna la possibilità si seguire tutta l’osservazione con uno specchietto per osservare insieme all’ostetrica i cambiamenti del perineo.

Dopo la valutazione perineale viene spiegato accuratamente che cosa si è visto, qual’è la situazione perineale e nel caso fosse necessario si propone un lavoro individuale o di gruppo, a seconda delle necessità della donna.

 pavimento_pelvico_2

Categorie: perineo | Tag: , | Lascia un commento

La placenta: l’avvocato del bambino

“La placenta è un organo del feto incredibilmente prezioso e completo ed è l’unico organo usa e getta che abbiamo. svolge tutte le funzioni di un corpo umano: fa da polmone, fa da cuore, fa da rene, fa da apparato digestivo, fa da ghiandola endocrina, fa da cervello, fa da sistema immunitario, è la sorgente del liquido amniotico. Fino alla nascita è parte integrante del corpo del bambino, anche nella sua parte materna. La placenta conserva il grande segreto della contemporanea unità e dualità tra madre e bambino.” Liberamente tratto da V.Schimd, Venire al mondo e dare alla luce

La placenta è un’organo straordinario e sconosciuto, si forma durante le prime dieci settimane e si completa entro il terzo mese di gravidanza. Lo stesso materiale genetico, suddividendosi dopo la fecondazione, da una parte diventa bambino e dall’altro placenta. La placenta appartiene a tutti gli effetti al bambino, anzi forse possiamo dire che è il suo gemello omozigote perché bambino e placenta sono formati dalle stesse cellule, hanno lo stesso DNA e, pertanto, condividono un’unica risonanza. Non esiste bambino senza placenta!

placenta-mama-photo1-150x171

Nell’utero, la placenta svolge le funzioni di polmoni, reni, fegato, apparato digerente, ghiandola endocrina e pelle. Il sangue affluisce a questi organi in forma minima fino a quando il bambino compie il primo respiro: sino ad allora è la placenta che svolge molte funzioni al loro posto.
E’ grazie alla placenta che il bambino nell’utero si sviluppa e cresce acquisendo le sostanze nutrienti direttamente dalla mamma, che riceve gli ormoni di cui necessita e che evita il contatto con quelli dannosi (se in minima quantità!), che respira prendendo l’ossigeno dal sangue della mamma, che le due circolazioni sanguigne, quella materna e quella fetale, si mantengono separate.
E’ sempre grazie alla placenta che il bambino sviluppa il primo contatto tattile e la prima relazione empatica.

Come dice Michel Odent, la placenta è l’avvocato del bebè: “Costantemente essa manipola la fisiologia materna per il benessere del feto. Può inviare dei messaggi alla madre grazie agli ormoni quali l’Hcg. È come se la placenta dicesse alla mamma,  per esempio: -Potresti diluire il suo sangue e renderlo più fluido, affinché possa arrivare più facilmente là dove vi è un bisogno urgente-”.

E tu, hai avuto la possibilità di vedere la placenta del tuo bambino dopo la nascita? L’hai toccata?

 

lotus birth

Categorie: gravidanza | Tag: | 1 commento

FAQ: coppetta e libertà

Ancora troppo poco conosciute ma di sicuro efficaci, economiche ed ecologiche: le coppette mestruali!

Instancabilmente le presento  durante gli incontri e anche al termine della ginnastica perineale, le donne tra sorpresa e curiosità le guardano, le toccano, ci pensano e poi spesso decidono di provare.

Irritazioni, calore, spese e spazzatura sono fuori tema con la coppetta che inizia a far parlare di sé e nonostante sia poco pubblicizzata sui grandi media sta entrando in punta di piedi nelle case delle italiane.

Con una spesa media di 15-20 euro è possibile fare quest’acquisto intelligente e  duraturo (circa 5-7 anni). Il funzionamento è piuttosto semplice: si sterilizza ad ogni inizio ciclo, si utilizza per tutti i giorni del mestruo svuotando e risciacquando quando è piena e poi dopo un’accurata igiene si rimette nel cassetto pronta per il mese successivo. Potete buttare via e smettere di comprare tutti gli assorbenti, i tamponi e i salvaslip: una sola coppetta basta per tutto, facendo anche spazio nel cassetto!!!

La coppetta si sceglie in base all’età e ai parti della donna, se possibile anche in base alla consistenza della muscolatura perineale. E il gioco è fatto!

 

FAQ

Come fa a non uscire il sangue?

La coppetta mestruale funziona con un effetto sottovuoto: aderendo alle pareti vaginali, il sangue scivola al suo interno sino a riempirla.

Come la tolgo?

IMG_20130823_105304

La maggior parte delle coppette (tranne Femmycyle che funziona con un meccanismo un pò diverso) hanno dei piccoli forellini in alto che servono proprio per togliere l’effetto sottovuoto: premendo leggermente la parte bassa della coppetta si permette all’aria di entrare e quindi si fa scivolare la coppetta verso l’esterno. Più difficile a dirsi che a farsi!

Dove posso vederla e acquistarla?

La coppetta mestruale è ancora purtroppo molto difficile da vedere nei negozi. L’acquisto più semplice è online. Per chi desidera è possibile incontrarsi, toccare i diversi modelli di coppetta, scegliere quella che si preferisce e insieme ad altre donne fare un ordine cumulativo.

Le coppette disponibili sono tante e per tutti i gusti!

 

Se vuoi puoi contattarmi per partecipare ad un gruppo d’acquisto.

IMG_20130823_102333

Categorie: mestruazioni | Tag: , | 1 commento

Spremitura manuale

Quando è utile spremere il latte?
–Se il tuo bambino non può alimentarsi al seno.
– Se sei separata dal tuo bambino.
– Se hai bisogno di qualche goccia di latte per incoraggiare il tuo bambino a succhiare.
– Se il tuo seno è pieno o hai un dotto ostruito oltre alla suzione del tuo bambino può essere utile spremere il latte.
–Se hai bisogno dell’ultimo latte per spalmarlo su una ragade o per altre ragioni.

Prima di iniziare la spremitura manuale, per aiutare il tuo latte a defluire puoi sederti comoda e rilassata, pensare al tuo figlio e posizionandolo vicino a te.
Puoi scaldare il seno con un impacco caldo.
Puoi massaggiare o frizionando il seno rigirando i capezzoli tra le dita.
Se hai il tuo partner o la tua ostetrica, puoi chiedere di massaggiarti la schiena : questo ti permetterà di rilassarti e sentirti più a tuo agio, quindi di far fuoriuscire il latte più facilmente.

spremitura
Palpa il tuo seno partendo dal capezzolo fino a trovare una parte del seno che sembra diversa. Potrebbe sembrarti come
una corda con dei nodi o una fila di piselli. Questo è il punto dove esercitare pressione quando spremi il latte. Metti il
pollice da un lato e 2-3 dita dall’altro del capezzolo.
Comprimi il seno sopra i dotti. Spingi il pollice e le dita all’indietro verso il torace, premi pollice e indice uno contro
l’altro, poi muovili con il latte verso il capezzolo, senza arrivare in punta. Rilascia e ripeti la manovra fino a quando il latte inizia ad uscire.
Ripeti la manovra in tutte le altre parti del seno ruotando le dita a raggiera attorno al seno per comprimere tutti i dotti. Passa all’altro seno quando la fuoriuscita di latte rallenta. Massaggia il seno di tanto in tanto mentre ruoti le mani attorno al seno.
La frequenza della spremitura dipende dal motivo per il quale stai spremendo.

Se tuo figlio è molto piccolo e non è in grado di alimentarsi al seno, dovrai spremere ogni 2-3 ore.
É importante avere le mani ben pulite ed usare contenitori puliti per il latte spremuto.

Leggi qui per info sulla conservazione del latte.

BUON ALLATTAMENTO!!!

Bibliografia

OMS-UNICEF 2009

Categorie: allattamento | Tag: | Lascia un commento

Ginnastica e chiacchiere in grembo

Il lavoro corporeo in gravidanza rappresenta un’occasione per ascoltarsi e assecondare il corpo che cambia, inoltre permette di mantenersi attive ed energiche. La ginnastica fatta con l’ostetrica è un’attività “dolce”, combinata con strategie di rilassamento e respirazione, tese innanzitutto a migliorare le possibilità di “empowerment” della futura mamma. Il lavoro sul respiro vi aiuterà a sciogliere il corpo, imparando a conoscerlo e a sentirlo per collaborare attivamente alla nascita del vostro bambino. Praticare esercizi specifici aiuterà i muscoli e le articolazioni a sciogliersi e ne trarranno beneficio organi interni, colonna vertebrale e respiro. Mentre il corpo si scioglierà, anche la mente si rilasserà e riuscirete a percepire più profondamente il vostro bambino ed entrare in contatto con lui. L’attenzione si focalizzerà inoltre sul perineo, un muscolo importante nella vita della donna ma soprattutto importante durante le gravidanza e il parto. Un perineo tonico, ma che sappia rilassarsi, può significare un travaglio più veloce e una ripresa successiva più facile.

Durante i corsi si ha l’occasione di incontrare altre donne in gravidanza, a diversi mesi una dall’altra,e confrontarsi con loro sulle gioie, le ansie e le preoccupazioni comuni. Ad ogni incontro si sceglierà di affrontare un tema deciso dalle mamme: si parla ad esempio della preparazione per il ritorno a casa, l’ambiente del parto, la valigia, l’attacco e la posizione per l’allattamento,…

Una mamma consapevole di sé, del proprio corpo e delle trasformazioni che questo subisce è una mamma al centro della propria esperienza di maternità.

gravidanza

Categorie: gravidanza | Tag: | Lascia un commento

Acquaticità neonatale

In piscina con mamma e papà

Panacea (88)Entrare in acqua calda tra le braccia di mamma e papà è sempre emozionante, tanto più le prime volte con bambini dai 40 giorni.

Si entra in acqua con i bambini per stimolare il movimento, la presa di coscienza dell’altro e di se stesso nell’ambiente acquatico. Si impara a conservare il riflesso di apnea che tutti i bambini hanno sin dalla nascita e si sviluppa la muscolatura per consentire il corretto svolgimento delle tappe evolutive e degli schemi motori di base.

Come per gli adulti già una bella doccia calda risulta rigenerante, così per i bambini l’acqua ha la straordinaria capacità di sostenere, accogliere e cullare contemporaneamente facendo rivivere le emozioni che tutti noi abbiamo provato durante i 9 mesi di gestazione, nel ventre materno.

Tra tutti questi piccoli grandi miracoli che si ottengono in acqua, quello che ci piace di più approfondire è sicuramente la relazione tra la mamma e il bambino o tra il papà e il bambino che in piscina si ha la possibilità di vivere e accentuare, tra fiducia reciproca, occhi sempre attenti e un momento di gioco “senza giochi”: è il genitore strumento di divertimento, di coccole e di stimolo per il suo bambino.

Ecco, tutto questo è quello che sperimentiamo in 45 minuti di acquaticità neonatale tra le braccia di mamma e papà con poco più di un tubo e un telino.

Queste sono le motivazioni e gli obiettivi di un lavoro in acqua quieto e affidato molto alla coppia sotto gli occhi supervisori dell’ostetrica, che si propone come facilitatore per i bambini e i genitori.

Vi aspetto in acqua!

 

Panacea (89)

Categorie: gravidanza | Tag: , , | Lascia un commento

Esenzioni in gravidanza: il protocollo ministeriale

Grazie al Decreto legge del 1998, “decreto Bindi” per la tutela della maternità tutte le donne e le coppie possono usufruire di alcuni esami e visite SENZA PARTECIPAZIONE AL COSTO, cioè completamente gratuite!

Sono sempre valide le ricette “classiche”, cioè le ricette rosse del Servizio Sanitario Nazionale con i codici di esenzione da “M 01” a “ M 41”. Il numero che accompagna la lettera “M” – Maternità – indica la settimana di gravidanza.

Il codice “M 99” è il codice alternativo utilizzabile dal medico di famiglia, qualora lo stesso medico non fosse operativamente in grado di quantificare esattamente la settimana di gestazione dell’assistita, anche in ragione ai lunghi periodi intercorrenti tra la data di prescrizione e la data di erogazione della prestazione specialistica richiesta. In questo caso, la verifica della correlazione tra la settimana di gravidanza e la tipologia della prestazione richiesta sarebbe di competenza della struttura erogatrice).

Inoltre esiste un altro tipo di esenzione M50 per le “gravidanze a rischio” per motivi ostetrici e che prevede tutta un’altra serie di esami senza nessun costo.

Tutte le visite ostetriche presso ambulatori pubblici gestiti da medici e/o ostetriche in ogni epoca della gravidanza sono sempre esenti con impegnativa rossa.

All’inizio della gravidanza, possibilmente entro la 13° settimana e comunque al primo controllo (M01-M13)

Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L.

Gruppo SanguignoAB0 e Rh (D) qualora non eseguito in funzione preconcezionale

Aspartato Aminotrasferasi (AST) (GOT) (S)

Alanina Aminotrasferasi (ALT) (GPT) (S/U)

Virus Rosolia anticorpi (IgG, IgM)

Toxoplasma Anticorpi (E.I.A.): se negativo si ripeterà ogni 30-40 gg fino al parto

Treponema Pallidum Anticorpi (Ricerca quantitativa mediante emoagglutinazione passiva) (TPHA): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner

Treponema Pallidum Anticorpi anti cardiolipina (Flocculazione) (VDRL) (RPR): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner

Virus Immunodeficienza Acqisita (HIV 1-2) Anticorpi

Glucosio(S/U/dU/La)

Urine Esame chimico fisico e microscopico

Ecografia ostetrica del I trim

Anticorpi anti eritrociti (Test di Coombs indiretto) : in caso di donne Rh negativo a rischio di immunizzazione il test deve essere ripetuto ogni mese; in caso di incompatibilità AB0, il test deve essere ripetuto alla 34°- 36°settimana

Tra la 14° e la 18° settimana

Urine Esame chimico fisico e microscopico (*)

Rubeo test per donne non immunizzate

+ toxoplasma anticorpi (se negativo) + Test di coombs indiretto (se Rh negativo)

Tra la 19° e la 23° settimana

Urine Esame chimico fisico e microscopico

+ toxoplasma anticorpi (se negativo) + Test di coombs indiretto (se Rh negativo)

Ecografia ostetrica del II trim

Tra la 24° e la 27° settimana

Glucosio(S/U/dU/La)

Urine Esame chimico fisico e microscopico (*)

+ toxoplasma anticorpi (se negativo) + Test di coombs indiretto (se Rh negativo)

Tra la 28° e la 32° settimana

Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L.

Ferritina (P/Sg/Er) in caso di riduzione del volume globulare medio

Urine Esame chimico fisico e microscopico (*)

+ toxoplasma anticorpi (se negativo) + Test di coombs indiretto (se Rh negativo)

Ecografia Ostetrica del III trim

Tra la 33° e la 37° settimana

Virus Epatite B (HBV) antigene HbsAg

Virus Epatite C (HCV) Anticorpi

Emocromo: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV, F.L.

Urine Esame chimico fisico e microscopico (*)

Virus Immunodeficienza Acquisita (HIV 1-2) Anticorpi in caso di rischio anamnestico

+ toxoplasma anticorpi (se negativo) + Test di coombs indiretto (se Rh negativo)

Tra la 38° e la 40° settimana

Urine Esame chimico fisico e microscopico

+ toxoplasma anticorpi (se negativo) + Test di coombs indiretto (se Rh negativo)

Dalla 41° settimana

Ecografia Ostetrica

Cardiotocografia: su specifica richiesta dello specialista; se necessario monitorare fino al parto

* In caso di Batteriuria significativa: Esame colturale dell’urina (Urinocoltura) Ricerca completa microrganismi e lieviti patogeni. Incluso: conta batterica

Sono a pagamento  gli esami per la diagnosi prenatale di probabilità per le patologie cromosomiche (Bi-test, Tri-test) e quelli di certezza Amniocentesi e Villocentesi per le donne e le coppie che non rispondono a queste caratteristiche

  • età materna avanzata (uguale o maggiore a 35 anni)
  • genitori con precedente figlio affetto da patologia cromosomica
  • genitore portatore di riarrangiamento strutturale non associato a effetto fenotipico
  • genitore con aneuploidie dei cromosomi sessuali compatibili con la fertilità
  • anomalie malformative evidenziate ecograficamente
  • probabilità di 1/250 o maggiore che il feto sia affetto da Sindrome di Down (o alcune altre aneuploidie) sulla base dei parametri biochimici valutati su sangue materno o ecografici, attuati con specifici programmi regionali in centri individuati dalle singole Regioni e sottoposti a verifica continua della qualità.

Inoltre sono a pagamento le altre seguenti prestazioni: il dosaggio di anticorpi per il Citomegalovirus, le Ecografie di II livello,il corso di accompagnamento alla nascita.

Per essere gratuite devono essere eseguite nel periodo adeguato e devono esprimere l’esenzione in alto a sinistra.

Scrivere l'esenzione M01-41

Categorie: gravidanza | Tag: , , , | 1 commento

Blog su WordPress.com.